Come scegliere la resistenza giusta per la tua applicazione

Nel tuo campo è fondamentale comprendere come scegliere la resistenza industriale giusta al fine di ottimizzare le prestazioni, i costi e le dimensioni.

Cosa devi sapere se vuoi scegliere la resistenza appropriata? Quali sono le caratteristiche che dovresti valutare? Ecco tutto quello che devi conoscere sull’argomento in questa guida alla scelta della resistenza.

Come scegliere la resistenza industriale, i fattori principali

Come prima cosa, è bene fare una panoramica sulle caratteristiche tecniche principali delle resistenze industriali. La resistenza elettrica è un componente, cosiddetto bipolo passivo, che converte il flusso di corrente in calore per effetto Joule. È un bipolo in quanto viene collegato al circuito elettrico tramite due terminali, ed è passivo poiché viene attraversato dalla corrente senza modificare il verso della stessa, né tantomeno è in grado di interromperne il flusso.

In commercio esistono varie tipologie di resistenze elettriche che possono essere classificate almeno secondo due punti di vista: tecnologia costruttiva e applicazione.

Con il termine “tecnologia costruttiva” intendiamo il materiale utilizzato per realizzare il conduttore elettrico all’interno del quale fluisce la corrente.

Con il termine “applicazione” ci riferiamo invece alla funzione della resistenza all’interno del circuito elettrico nel quale viene inserita. Il funzionamento della resistenza, e di conseguenza il suo dimensionamento termico, meccanico, elettrico, è strettamente legato all’applicazione.

Relativamente alla tecnologia costruttiva possiamo distinguere le seguenti:

  1. resistenze a filo o a piattina avvolta
  2. resistenze a film spesso
  3. resistenze a film sottile
  4. resistenze a griglia o in nastro di acciaio

Come scegliere la resistenza industriale: i dettagli su applicazioni e dati tecnici

Le applicazioni principali delle resistenze elettriche sono le seguenti:

  1. riscaldamento di aria, gas, fluidi
  2. frenatura
  3. simulazione di un carico resistivo
  4. limitazione della correnteverso terra
  5. avviamento motori
  6. nei circuiti di filtro R-L, R-C, R-L-C
  7. nei circuiti di carica e scarica di condensatori e batterie
  8. come partitori resistivi
  9. in generale in tutte quelle applicazioni dove è necessario creare una caduta di tensione in una porzione del circuito elettrico o dove sia necessario limitare il passaggio di corrente

Per soddisfare le molteplici esigenze dei clienti, nel catalogo Fairfild esistono 30 famiglie di prodotto che si differenziano per dimensioni, potenza nominale dissipabile, energia assorbibile, tensione operativa, gamma di valore ohmico realizzabile e grado di protezione.

I dati tecnici necessari per dimensionare correttamente la resistenza sono:

  1. Resistenza ohmica a temperatura ambiente e relativa tolleranza sul valore nominale.
  2. Potenza continuativa che la resistenza deve dissipare (la potenza si intende continuativa se viene applicata in maniera costante per un tempo superiore a due minuti).
  3. Ciclo di lavoro. Normalmente per molte applicazioni si può prevedere un utilizzo intermittente della resistenza secondo uno schema fisso di impulsi ripetitivi di uguale durata, intensità ed equidistanti tra loro. È importante conoscere il dettaglio dell’energia associata ad ogni impulso.
  4. Tensione di esercizio applicata alla resistenza rispetto a terra e tensione tra i terminali. Questo dato è fondamentale per dimensionare correttamente il livello di isolamento elettrico necessario ai fini della protezione contro il rischio elettrico.
  5. Condizioni ambientali e di installazione della resistenza.

Come avere consigli e suggerimenti pratici?

Ora hai un quadro più chiaro in merito a come scegliere la resistenza giusta. Vuoi avere un parere professionale che ti permetta di fare acquisti mirati e ottimizzati per le tue esigenze?

 

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